
Un ponte ideale tra generazioni di compositori, dove i maestri storici del secondo Novecento dialogano a “viso aperto” con i giovani talenti nati alle soglie del nuovo millennio. Sabato 13 giugno alla Fabbrica del Vapore a Milano, alle ore 18,30, la Sala Donatoni si trasforma nel cuore pulsante della musica d’oggi con un nuovo appuntamento firmato dagli “Ospiti di Divertimento Ensemble”. Sul palco salirà l’Ulysses Ensemble, una formazione nata e rinnovata ogni anno all’interno dell’omonimo progetto europeo di cui Divertimento Ensemble è colonna portante da ben dodici anni. L’ensemble incarna lo spirito della cooperazione continentale, riunendo i migliori giovani esecutori d’Europa – quest’anno guidati dal talento di Minaya Chapelain, Alessia Vermi, Ayar Espinoza, Shan-Chi Hsu, Boldizsar Kovacs, Sara Mazzarotto, Saray Ruiz Pulido e Ilay Dahan – pronti a viaggiare e a esibirsi sui palcoscenici dei diversi paesi partner.
Sotto la direzione di Sandro Gorli, il programma della serata si preannuncia come un viaggio che alterna visioni estetiche speculari. Il fulcro del concerto è rappresentato da Insieme II (2016) di Luca Francesconi. Nato a Milano nel 1956, Francesconi è oggi una delle figure più autorevoli e internazionalmente riconosciute della musica contemporanea. Dopo gli studi al Conservatorio di Milano, si è perfezionato a Boston con Azio Corghi e a Tanglewood con Luciano Berio, di cui è stato anche assistente, una collaborazione che ha segnato la sua poetica. Fondatore del centro Agon e già direttore della Biennale Musica di Venezia, Francesconi ha conquistato i palcoscenici del mondo – dal Teatro alla Scala all’Opéra de Paris – grazie alla sua scrittura, capace di far dialogare l’energia del suono acustico con le più sofisticate tecnologie, senza mai perdere l’urgenza comunicativa e civile.
Non solo, il concerto offrirà uno spaccato formidabile sulla contemporaneità più stretta, grazie a ben tre prime esecuzioni assolute commissionate nel 2026. Il pubblico potrà ascoltare Trittico, all’alba uccisero il vitello. II versione del giovane Daniele Bonacina (classe 1998) e l’atteso Lacrimosa-Fragment di Fabio Nieder (1957), autore da sempre dedito a una ricerca sulla memoria e sul frammento. A chiudere sarà Vif-creux della francese Anne Castex (1993), opera ambiziosa che nasce sotto i migliori auspici: si tratta di una commissione congiunta firmata da Gaudeamus Festival, International Ensemble Modern Academy e IRCAM-Centre Pompidou, supportata dalla Ulysses Platform e cofinanziata dall’Unione Europea. Per l’occasione, la componente tecnologica ed elettronica sarà curata dagli esperti dell’Ircam di Parigi, con Matéo Fayet all’elettronica e Sylvain Cadars alla diffusione sonora.


