
Esiste una corrispondenza sottile tra la forma di uno spazio e la musica che lo attraversa. È su questo incontro che si è sviluppato il GBIM JAZZ Experience, il format ideato da Gruppobea e Imola Ceramica che si conclude oggi giovedì 16 luglio, a Milano. L’appuntamento è negli spazi esterni della sede di via Toffetti 31, a partire dalle 19,30, per una serata che unisce il design e il jazz contemporaneo con la premiazione e il concerto dei vincitori di questa prima edizione: il trio Anodic Breath.
Sotto la direzione artistica di Antonio Ribatti, promotore culturale noto anche per l’AHUM Milano Jazz Festival, l’iniziativa ha sfidato tre band a confrontarsi non solo con il proprio repertorio, ma anche con la creazione di un brano inedito ispirato alle collezioni di Imola Ceramica. Insieme ai DjangoBop Vibes, con il loro repertorio manouche, e al duo Martha J. & Chebat, focalizzato sulla canzone jazz, i vincitori Anodic Breath hanno convinto una giuria di addetti ai lavori guidata da Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano, grazie a una formula che unisce strumenti acustici ed elettronica.
La proposta di Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra si muove tra improvvisazione e scrittura, puntando su atmosfere lente, cinematiche e sospese, pensate per catturare l’attenzione dell’ascoltatore senza aggredirlo. Vijaya Trentin, pianista e cantante formatasi al Conservatorio di Milano, gestisce la melodia accostando il jazz a influenze cantautorali. Accanto a lei, la tromba di Ludovico Elia, che unisce la sua esperienza nell’architettura a studi di musica antica e barocca, lavora sul suono puro e sulla sua diffusione fisica nello spazio dell’esibizione. A chiudere il cerchio ci sono le manipolazioni digitali della performer Myra, che inserisce nel tessuto della band campionamenti, ritmi leggeri ed effetti sonori che sfuggono alle definizioni tradizionali. Il brano che ha guidato il trio alla vittoria si intitola “Follow Echoes”, un pezzo composto appositamente e dedicato alla collezione Azuma Rock di Imola Ceramica, in cui la band ha cercato di tradurre in musica la consistenza e le suggestioni visive della pietra. Il lavoro di tutte e tre le band partecipanti non andrà perduto: i brani finiranno presto in una compilation digitale distribuita su Spotify e YouTube. A completare l’operazione c’è anche la firma del produttore e pianista italo-francese Delabeat, che ha realizzato una versione remix del brano vincitore, rileggendolo con ritmi house, acid jazz e sfumature tipiche della musica urban.
L’evento di via Toffetti, a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria all’indirizzo info@gbimjazz.it, chiude così la prima stagione del progetto, trasformando un cortile aziendale in un palcoscenico all’aperto e dando già appuntamento al pubblico per la seconda edizione, prevista per la prossima primavera.


