
A Milano una due giorni di jazz, di ricerca, indipendente. Oggi e domani (11 e 12 luglio), negli spazi dell’Associazione Culturale di via G. Pontano 35, nella capitale lombarda, la rassegna “MilanoJazz e dintorni per Cuba”. L’iniziativa, strutturata come un festival-manifesto, vede tra i principali promotori e animatori figure di spicco della scena indipendente e del jazz di ricerca come il direttore d’orchestra e compositore Michele Ferrara e il batterista e compositore Tiziano Tononi. L’evento si propone di raccogliere la comunità artistica locale attorno a un progetto di solidarietà civile per l’isola caraibica, offrendo al contempo una profonda panoramica sulle intersezioni storiche, stilistiche e filologiche che legano la matrice afroamericana alle tradizioni ritmiche transatlantiche.

Il cartellone si sviluppa come un “saggio vivente” sulle ramificazioni della diaspora africana e sull’evoluzione delle forme improvvisative e poliritmiche. Ecco, in breve il programma. Sabato 11 luglio l’apertura è affidata, alle ore 15, alla StranOrchestra diretta da Michele Ferrara, formazione focalizzata sulle dinamiche macro (e micro) orchestrali e sulla gestione collettiva delle tessiture sonore, seguita alle 16 dal Petricore Trio, che declina l’interplay cameristico secondo stilemi europei e contemporanei. Alle ore 17 sale sul palco un altro progetto interessante: Tiziano Tononi Landscapes. Il lavoro di Tononi si concentra qui sull’espansione formale della suite jazzistica, integrando la propulsione poliritmica tipica del post-free a strutture tematiche aperte alla suggestione descrittiva e spaziale. La staffetta prosegue poi alle 18 con l’Attilio Zanchi Trio, che esplora la tradizione del piano-trio attraverso un rigoroso bilanciamento tra modalismo e lirismo timbrico, e alle 19 con l’Annamaria Musajo Group, incentrato sulle declinazioni vocali degli standard e sulle loro varianti metriche. La sessione serale delle 21,30 è riservata alla OMBO (Open Mouth Blues Orchestra), operazione di recupero e destrutturazione delle forme arcaiche del blues urbano, rilette anche attraverso la lente della conduzione improvvisata.
Domenica 12 luglio la rassegna sposta il focus storiografico sul legame genetico tra l’asse statunitense e i Caraibi. Ad aprire il pomeriggio alle 15 è lo SheQuan 4et, cui segue alle ore 16 il duo composto da Alberto Tacchini e Tiziano Tononi. Questa performance si annuncia di particolare interesse per la prassi esecutiva: l’assenza di uno strumento armonico a corde o di un contrabbasso esalta il dialogo puro tra il pianismo percussivo di Tacchini e il variegato set di percussioni di Tononi, muovendosi sulla linea della destrutturazione degli standard storici. Alle 17 l’attenzione si sposta sulle origini etnomusicologiche della musica caraibica con il Gruppo Eyelebi, ensemble dedito alla musica tradizionale Yoruba. La presenza di questa formazione rappresenta la chiave di volta culturale del festival: i pattern ritmici eseguiti, storicamente legati alle funzioni rituali della Santeria, costituiscono l’ossatura poliritmica che, modificata dall’impatto con la cultura coloniale spagnola, ha dato i natali alla clave cubana, al son, al mambo e, di riflesso, ha influenzato lo sviluppo del jazz di New Orleans.

Le ultime battute del festival vedono l’esibizione dell’Antonio Zambrini Trio alle ore 18, caratterizzato da una raffinata ricerca armonica del pianista vicina alle scuole europee, e il set di Daniele Cavallanti “A World of Sound” alle 19, progetto che riprende l’estetica del jazz militante degli anni Sessanta e Settanta, dove l’urgenza espressiva del sassofono si fa veicolo di istanze politiche. La conclusione della rassegna, fissata alle ore 21,30, è affidata al Milano Music Collective con un programma interamente dedicato alle composizioni di Charlie Haden. L’omaggio al fondatore della Liberation Music Orchestra chiude l’analisi musicologica del festival, celebrando una figura che ha saputo fondere il folk politico, i canti della rivoluzione spagnola e il free jazz in una sintesi contrappuntistica unica. L’ingresso all’evento è riservato ai soci dello Spazio Pontano muniti di tessera per l’anno 2026.


