
Un concerto di musica elettronica dal vivo per raccontare l’universo attraverso il suono, tra le navate di una chiesa sconsacrata. Sabato 4 luglio 2026, alle ore 21, l’ex Chiesa di San Carpoforo (via Marco Formentini 14, Milano) ospita “Sub Specie Aeternitatis”, una performance del compositore Massimiliano Viel. L’evento si inserisce ufficialmente nei festeggiamenti per i 250 anni dell’Accademia di Belle Arti di Brera (1776-2026) e si svolgerà come ospite speciale all’interno della mostra d’arte contemporanea “Users, Unfriendly”.
Il fulcro della serata è il dialogo diretto tra tecnologia digitale, spazio architettonico antico e immagini di ispirazione astronomica. L’ispirazione visiva dell’evento è sintetizzata nel manifesto ufficiale, identificabile nel file “Imperdibile.jpg”, che mostra dettagli di nebulose, nubi molecolari e ammassi globulari nel buio profondo dello spazio. Viel utilizzerà sintetizzatori e algoritmi di spazializzazione per tradurre queste geometrie celesti in frequenze acustiche pure, trasformando l’antico edificio in una cassa di risonanza per i suoni del cosmo.
Massimiliano Viel, milanese, è un nome di rilievo nell’ambito della musica di ricerca. Diplomato al Conservatorio di Milano con Azio Corghi, ha collaborato storicamente con figure del Novecento musicale come Luciano Berio e Fausto Romitelli. Fondamentale è stato il suo legame con Karlheinz Stockhausen, con il quale ha inciso tre album e suonato in prime mondiali. Dottore di ricerca all’Università di Plymouth e docente al Conservatorio di Milano, Viel unisce l’attività di tastierista e programmatore alla saggistica. Tra i suoi impegni recenti spiccano la cura della collana “Classici della Nuova Musica” per Shake Edizioni (con volumi dedicati a John Cage e Stockhausen) e la pubblicazione del libro Ascoltare. Tra musica, percezione e cognizione.
Il binomio tra musica elettronica e spazio profondo vanta una tradizione illustre, a cui il lavoro di Viel idealmente si collega. Il pensiero corre subito proprio a Karlheinz Stockhausen, il maestro di Viel, che con il monumentale ciclo Licht (Luce) e con brani iconici come Sirius (1975) ha strutturato intere composizioni basandosi sulle costellazioni, l’astrologia e i segnali radio provenienti da mondi lontani. Prima di lui, l’avanguardia elettronica aveva già guardato alle stelle: si pensi alle suggestioni cosmiche di Edgar Varèse o, in ambito non prettamente accademico, alle partiture sintetiche e pionieristiche di Jean-Michel Jarre con Oxygène e Vangelis con Albedo 0.39 e la celebre colonna sonora della serie scientifica Cosmos di Carl Sagan. Più vicino alle accademie, lo scienziato e compositore Jean-Claude Risset è stato un pioniere nella sintesi sonora al computer, utilizzata per ricreare illusioni acustiche e spazi sonori astratti che evocano l’immensità siderale, mentre György Ligeti – pur partendo da texture corali e orchestrali micropolicrome in brani come Atmosphères e Lux Aeterna – ha anticipato l’estetica del vuoto e della vertigine cosmica poi ripresa da generazioni di elettronici.

Infine, sull’evento: La performance live di Viel offre una precisa chiave di lettura critica per la mostra “Users, Unfriendly”. Se le installazioni dell’esposizione riflettono sui limiti e l’ostilità delle interfacce digitali con cui conviviamo ogni giorno, la musica di Viel punta a usare la tecnologia non come una barriera ma come un mezzo di unione totale. I sintetizzatori smettono di essere freddi schermi elettronici per diventare cannocchiali acustici puntati verso l’infinito. L’appuntamento del 4 luglio si preannuncia così come un momento di grande rigore formale e lineare per l’estate culturale milanese. L’ingresso offre l’occasione di fruire l’ex chiesa di San Carpoforo sotto una luce e un impatto acustico del tutto inediti, permettendo di osservare l’universo, per una sera, sub specie aeternitatis.


