
Nuovo appuntamento della stagione di musica contemporanea e ricerca sonora a Milano, presso la sede di AGON (in viale Sarca 336, lunedì 28 settembre 2026 alle ore 19,30). La musica contemporanea di ricerca non si limita a occupare lo spazio del tempo; spesso ne mette in discussione la percezione stessa, trasformando l’atto dell’ascolto in un’esperienza profonda e immersiva. In questa traiettoria si colloca il progetto “Between Us”, fondato da Fabrizio Casti ed Elio Martusciello, due figure di spicco e di lungo corso nel panorama della sperimentazione sonora e dell’insegnamento compositivo. La loro proposta, intitolata Ritornanze, si presenta come un’indagine estetica e sensoriale sul senso profondo del suono e sulla sua imperfetta impermanenza. I due artisti lo hanno ben spiegato nelle loro note.
L’esperienza prende forma negli spazi di AGON (Acustica Informatica Musica), storicamente uno dei centri di ricerca, produzione e promozione della musica contemporanea ed elettroacustica più rilevanti a Milano. Fondato negli anni ’80, AGON rappresenta da decenni un laboratorio fondamentale per l’innovazione sonora, la sperimentazione digitale e il dialogo continuo tra nuove tecnologie e linguaggi performativi, fornendo il contesto ideale per accogliere una performance che interroga la natura stessa dell’ascolto. Al centro di Ritornanze vi è una dichiarazione di intenti radicata nella consapevolezza critica: la volontà di intercettare latenze, ritorni e improvvise fughe in avanti. Mettersi in ascolto e attivarsi diventa così l’atto costitutivo del duo. Tuttavia, questa intenzione risonante porta con sé una dichiarazione paradossale, ovvero la consapevolezza di essere già destinata a fallire.
La causa di questo scarto insuperabile risiede nella natura stessa del tempo. La durata, concepita come flusso vivente, si rivela troppo densa per essere imbrigliata da una pianificazione preventiva: ciò che emerge nella performance si situa sempre al di qua di ogni intenzione conscia o al di là di ogni totale abbandono al caso. Eppure, ben lontano dal costituire un limite paralizzante, questo fallimento strutturale diventa il vero cuore pulsante dell’opera. Il margine dell’impossibilità è esattamente lo spazio poetico che Casti e Martusciello desiderano abitare.
A dar vita a questa architettura sonora sono due personalità dal background artistico rigoroso e multiforme. Fabrizio Casti, compositore, pianista e docente di composizione e nuove tecnologie al Conservatorio di Cagliari, vanta una solida formazione perfezionata con maestri come Franco Donatoni e un catalogo che spazia dalla musica per orchestra all’elettroacustica. Al suo fianco opera Elio Martusciello, compositore di musica elettroacustica, docente al Conservatorio di Bologna ed esponente di rilievo dell’improvvisazione radicale, con alle spalle storiche collaborazioni nell’ambito dell’avanguardia internazionale, della musica da camera sperimentale e dei linguaggi intermediali.
La dimensione timbrica e performativa del progetto poggia su una scelta strumentale accurata e complementare. Fabrizio Casti agisce al pianoforte preparato e mediante dispositivi elettroacustici, espandendo la tavolozza espressiva dello strumento acustico per eccellenza attraverso modificazioni meccaniche e innesti digitali. Elio Martusciello risponde con la chitarra elettrica, piegando il gesto strumentale tradizionale a nuove esigenze espressive e strutturali. L’interazione tra i due artisti si sviluppa interamente in tempo reale, facendo emergere il discorso musicale in modo spontaneo. Il tratto acustico, l’elaborazione elettronica e ogni minima sfumatura sonora non obbediscono a uno spartito rigido, ma rispondono alle necessità contingenti dell’interazione e del momento presente.
Il risultato di questa sinergia è una vasta macro-composizione che rifiuta le forme chiuse e le transizioni nette. Il flusso sonoro si muove senza soluzione di continuità da un frammento all’altro, operando continue connessioni, unioni e fusioni timbriche tra l’emergere e il ritirarsi del suono, tra l’essere udibile e il sottrarsi all’ascolto.


