MUSICAMORFOSI / FALZONE (DOPO MEZQUIDA): I GRANDI CONCERTI SCELTI DAL CREATIVO SAUL BERETTA

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Video del concerto del trio del pianista Marco Mezquida al Conservatorio di Milano il 27 ottobre. Foto di copertina il direttore creativo di Musicamorfosi Saul Beretta

Il direttore creativo di Musicamorfosi, l’eclettico Saul Beretta (https://www.musicamorfosi.it/saulberetta/) ha colpito ancora. E’ uno di quelli che sa come creare stagioni e rassegne originali, sa portare sulla scena Monzese e lombarda (per non dire italiana) anche artisti che, in mancanza della sua iniziativa, difficilmente o poco vedremmo. Che vale la pena scoprire. Poi le scelte di serie A, come questa, visti i nomi in ballo: segnarsi subito la data in rosso sull’agenda: mercoledì 4 novembre il Teatro Martinitt di Milano ospita Suite for Miles, il tributo al genio di Miles Davis firmato dalla star della tromba Giovanni Falzone e dalla sua Libera Band (Raffaele Fiengo al sax alto, Massimiliano Cameroni al pianoforte, Giuseppe La Grutta al basso elettrico e Riccardo Marchese alla batteria). Inserito nella cornice dell’undicesima edizione di JazzMi e targato Musicamorfosi con il sostegno di Nuovo Imaie (ore 21, ingressi 20-22 euro), il progetto nasce su felice intuizione di Paolo Fresu — che lo ha battezzato con la sua etichetta Tuk Music dopo l’anteprima estiva al Time in Jazz di Berchidda. Niente compitino nostalgico né stanca celebrazione per il centenario davisiano: Falzone imbraccia la tromba ed estrae la vera bussola etica di Miles, ovvero la tensione continua tra libertà e coerenza, trasformando l’omaggio in una vertiginosa rotta improvvisativa. Un passo di indietro per ricordare e avere conferma sul livello delle proposte targate Saul Beretta.

In arrivo: la star della tromba Giovanni Falzone

A fare da apripista all’insegna del marchio Musicamorfosi è stato, lo scorso martedì 27 ottobre nella Sala Verdi del Conservatorio, il cantiere sonoro Rhapsody & Blues (in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti e il sostegno del Govern de les Illes Balears). Un set rapsodico e audace che ha messo a confronto la “meglio gioventù” del Mediterraneo: il trio balearico dell’eclettico pianista Marco Mezquida (affiancato da Marko Lohikari e David Xirgu, qui sopra il video), la voce magnetica e poliglotta di Badrya Razem e i giovanissimi archi dell’Orchestra da Camera Canova guidati dal trentunenne Enrico Pagano.
Ne è scaturito un cortocircuito di rara freschezza stilistica: dalla scomposizione personale e debordante del capolavoro gershwiniano firmata da Mezquida alla rilettura mai banale dei classici di Dave Brubeck e dei Queen. Negli arrangiamenti sartoriali curati da Alfonso Martone, trame apparentemente distanti — da Blue Rondo à la Turk a Bohemian Rhapsody, da Summertime fino alle perle nascoste di Freddie Mercury come You Take My Breath Away — si sono intrecciate con fluida disinvoltura, esaltate dal timbro cristallino e lirico della Razem. Un’apertura folgorante che conferma la vitalità di un festival pronto a far vibrare Milano fino all’8 novembre.

Recital: il pianista Marco Mezquida