AL FARNESE / UN VIAGGIO TRA BAROCCO, SPAGNA E IL GENIO DI BACH… GRAN FINALE CON BOCCHERINI

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DIREZIONE PARMA – Il sipario del Farnese Festival si prepara a calare, ma non prima di aver regalato al pubblico un fine settimana di notevole intensità musicale. La IV edizione della rassegna parmigiana giunge ai suoi atti conclusivi con una serie di concerti che intrecciano la grandezza del Barocco europeo con i fili storici e geopolitici che, per secoli, hanno legato Parma alla Spagna e alle grandi corti continentali. Tra la suggestione del Teatro Farnese, il fascino della Biblioteca Palatina e la Sala della Musica, il complesso Monumentale della Pilotta si conferma l’epicentro di una raffinata riscoperta filologica (link del festival: https://www.farnesefestival.it/festival/).

Sabato 6 giugno: dalle “Ensaladas” iberiche all’ironia di Bach

Il viaggio del weekend comincia sabato 6 giugno alle ore 18 presso la Biblioteca Palatina. Ad accogliere gli ascoltatori sarà il concerto “Ensaladas Musicales alla corte di Alessandro IV Farnese”, affidato all’ensemble vocale e strumentale Allabastrina, guidato da Elena Sartori. Il programma promette un affascinante cortocircuito geografico e temporale: dalle polifonie popolari e di corte del Cancionero de Palacio alle opere di maestri del calibro di Antonio de Cabezòn e Diego Ortiz, fino al languore elegante del Seicento napoletano di Bernardo Storace. Musiche che risuonavano negli ambienti frequentati da Alessandro Farnese durante la sua reggenza nei Paesi Bassi e nell’Alto Lazio.

La serata prosegue e si sposta al Teatro Farnese (ore 20,30) con un titolo che è tutto un programma: “Bach, non sei solo!”. Giocando ironicamente sul titolo del manoscritto autografo delle Sonate e Partite (“Sei Solo a Violino…”), la celebre violinista e direttrice Amandine Beyer – insieme al suo ensemble Gli Incogniti – guiderà il pubblico in un percorso speculare tra le ricostruzioni dei Concerti solistici per più violini o per oboe d’amore di Johann Sebastian Bach e il celeberrimo Concerto per oboe del veneziano Alessandro Marcello. Un’occasione per ritrovare sul palco lo spirito libero e sperimentale che anima l’ensemble fin dalla sua fondazione.

Domenica 7 giugno: i destini incrociati dei Parmigiani in Spagna
e il mito di Orfeo

La giornata di domenica 7 giugno si apre nel segno delle radici locali. Alle ore 18, la Sala della Musica ospita La Compagnia de Violini, ensemble fondato da Alessandro Ciccolini e composto dai migliori ex allievi del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “Arrigo Boito”. Il loro progetto, “Parmigiani in Spagna”, accende i riflettori su quegli autori nati all’ombra del battistero che la geopolitica del Settecento spinse verso la penisola iberica: musicisti come Fortunato Chelleri, Mauro D’Alay e Girolamo Sertori, quest’ultimo attivo a Pamplona tra il 1758 e il 1760.

In serata, alle 20,30, si torna nella maestosa cornice del Teatro Farnese per l’atteso e annuale omaggio a Claudio Monteverdi, la figura tutelare che inaugurò storicamente questo spazio. Lo spettacolo “Oltre Orfeo” è una dedica accorata a Francesco Rasi (1574-1621), leggendario tenore, tiorbista e poeta, universalmente riconosciuto come “la voce dell’alba barocca” e primo, indimenticato interprete dell’ottocentesco Orfeo monteverdiano. A far rivivere la sua straordinaria espressività saranno le voci dei baritoni Furio Zanasi e Ferrán Albrich, sostenute dall’ensemble Polifem Consort sotto la direzione di Jordi Domènech, in un viaggio tra pagine dello stesso Monteverdi, Jacopo Peri, Marco da Gagliano e Salomone Rossi.

Lunedì 8 giugno: il gran finale con Boccherini e l’Europa Galante

Come nella più classica delle strutture musicali, il festival si chiude con un perfetto “da capo”. Lunedì 8 giugno alle ore 20,30, il palco del Teatro Farnese tornerà a essere territorio d’elezione per i protagonisti che ne avevano aperto l’edizione: l’ensemble Europa Galante e il suo fondatore Fabio Biondi, impegnato nella doppia veste di violino solista e direttore.

Il sigillo sulla IV edizione della rassegna è affidato a un programma monografico interamente dedicato alle “Sinfonie di Luigi Boccherini”. Il virtuosismo estroso e l’equilibrio formale del compositore lucchese – anche lui profondamente influenzato dagli anni passati in Spagna – prenderanno vita attraverso l’esecuzione della celeberrima Sinfonia n. 6 “La casa del diavolo” e della Sinfonia “concertante” in do maggiore op.10 n. 4. Una chiusura di altissimo profilo per un festival che si conferma eccellenza imprescindibile nel panorama della musica antica internazionale.