
C’è un filo rosso, colto e visionario, che unisce la Milano del Settecento, la Londra georgiana e la contemporaneità della scena classica milanese. Questo legame si riaccende grazie a La Risonanza, l’ensemble guidato da Fabio Bonizzoni, che venerdì 12 giugno alle ore 20 presenterà al Teatro Arsenale un evento di portata storica: la prima assoluta in epoca moderna di The Judgement of Paris (Il Giudizio di Paride), l’unica opera lirica mai composta da Giuseppe Sammartini (1695-1750). L’appuntamento, che sigilla la prima parte della stagione “La Risonanza per Milano 2016-2026” prima della pausa estiva, non è un semplice recupero filologico, ma un vero e proprio manifesto culturale che riporta alla luce una delle dinastie musicali più affascinanti e divise della nostra storia.
La vicenda dei fratelli Sammartini rappresenta infatti un bivio stilistico fondamentale per il Settecento europeo. Se Giuseppe, il fratello maggiore, scelse la via dell’esilio stabilendosi a Londra nel 1728 per diventare il più grande virtuoso di oboe del suo tempo e integrarsi nei circoli di George Frideric Handel – guadagnandosi l’appellativo di “Handel italiano” per la grandiosità della sua scrittura –, a Milano rimase il fratello minore, Giovanni Battista Sammartini (1700-1775). Fu quest’ultimo a legare indissolubilmente il cognome di famiglia alla storia della città, diventando una celebrità assoluta e una figura cardine della transizione dal Barocco al Classicismo. Mentre Giuseppe rifiniva la monumentale tradizione d’oltremanica, Giovanni Battista a Milano inventava la sinfonia moderna, influenzando profondamente un giovanissimo Mozart di passaggio in città e lo stesso Haydn, che lo considerava un modello imprescindibile.
Se Giovanni Battista a Milano scompaginava le carte della tradizione per inventare la fluidità della sinfonia classica, Giuseppe a Londra rispondeva con un’idea di sinfonismo radicalmente diversa, monumentale e densissima. L’analisi della scrittura orchestrale di Giuseppe Sammartini rivela un contrappunto rigoroso, di chiara matrice corelliana, ma innervato da una vitalità ritmica e da un gusto per il contrasto dinamico che anticipano il futuro. Nelle sue pagine sinfoniche e nelle aperture orchestrali di quest’opera, la transizione tra lo stile italiano e quello händeliano si compie attraverso un uso magistrale dei fiati – con l’oboe e il fagotto che spesso abbandonano il semplice ruolo di raddoppio degli archi per diventare voci soliste e dialoganti – e una condotta delle parti interne estremamente curata. Sammartini non si accontenta della melodia accompagnata: la sua è una sinfonica “architettonica”, dove la solida base del basso continuo sostiene arcate melodiche ampie, ricche di cromatismi e tensioni armoniche che conferiscono alla partitura un colore drammatico e solenne, perfetto per il palcoscenico teatrale.
Dal punto di vista della resa teatrale, il recupero di The Judgement of Paris colma un vuoto interpretativo straordinario, mostrando come Giuseppe Sammartini avesse assimilato i gusti della capitale inglese. Composta nel 1740 su libretto di William Congreve, quest’opera pastorale è un genere raffinatissimo giocato su atmosfere arcadiche, equilibri formali delicati e una vocalità espressiva mai fine a se stessa. La partitura, rimasta quasi inedita, rivela la maestria di un autore capace di dominare la grande architettura drammatica, alternando l’eleganza rigorosa delle sue radici strumentali milanesi alla spettacolarità del teatro londinese.
A raccogliere la sfida di questa complessa partitura saranno i giovani talenti de La Primavera de La Risonanza, il vivaio florido dell’orchestra cresciuto all’ombra dei musicisti titolari. Affidare una prima assoluta di questo peso a un ensemble di giovani solisti significa scommettere sulla freschezza interpretativa e sul rigore stilistico delle nuove generazioni, un progetto educativo che ha già calcato prestigiosi palcoscenici internazionali.
La recita milanese del 12 giugno non è che l’incipit di un monumentale progetto di riscoperta orchestrato da Bonizzoni, che si estenderà fino al 2027 attraverso un fitto calendario internazionale. Il viaggio della musica di Sammartini passerà in agosto dai corsi estivi di perfezionamento a Bertinoro con Bonizzoni, Ryo Terakado e Agnieszka Oszanca, per poi trasformarsi in autunno in una tournée europea che toccherà Cracovia e St. Quentin. Dopo il tradizionale Concerto di Natale del 19 dicembre a Milano, il progetto ripartirà nel 2027 verso i festival Itinerarie Baroque e RheinVokal, per concludersi infine oltreoceano con una prestigiosa cooperazione con la Shanghai Camerata.


