
«È una stagione della curiosità, aperta a generi musicali differenti con un unico comune denominatore: l’elettronica. Uno sguardo contemporaneo su musiche che continuano a interrogare il significato del suono oltre i cliché e le tendenze, attraverso esperienze diverse anche dal punto di vista geografico e generazionale», così Walter Prati, presidente di MMT Creative Lab. Con queste parole si apre la decima edizione di Parade Électronique, in programma dal 3 ottobre all’8 novembre 2026 al Teatro Arsenale di Milano. Il primo appuntamento prende il via alle ore 17 con Jacopo Cenni e la sua performance live “Floema”, ispirata ai sistemi di trasporto delle piante. Alle ore 19 segue Agnese Menguzzato con “Lute Traces”, un progetto che intreccia violino, liuto rinascimentale ed elettronica. Il programma prosegue il 9 e 10 ottobre con il celebre Premio Internazionale Luigi Russolo. Il 9 ottobre alle 15,30 si inaugura la mostra “Russolo, Bussotti, Bertolio segni per un suono futurista”. Alle 18 si terrà una conferenza con Sofia Weck, Dante Tanzi e Marina Vaccarin. Alle 20 è previsto il concerto retrospettivo eseguito da Dante Tanzi e presentato da Rebecca Favale.
Il 10 ottobre alle 16 ascolteremo i brani non finalisti del Premio Russolo 2026. Alle 17,30 la giornata si chiude con il concerto dei brani finalisti, con la presentazione di Philippe Blanchard. La rassegna riprende sabato 24 ottobre alle ore 17 con Daniele Ledda e il suo progetto “Clavius”. L’artista sardo propone una ricerca basata su strumenti a tastiera autocostruiti e aumentati. Tra questi figurano un pianoforte scomposto e un clavicordo ibrido ad azionamento elettromagnetico. Alle 19 il percussionista Matteo Gualeni presenta il progetto Missing Ear “Architetture sonore: membrane, stringhe e metalli”. La performance ricrea l’acustica del Bunkervik di Brescia, tunnel della Seconda guerra mondiale, usandolo come riverbero spaziale dal vivo insieme a gong e piatti metallici autocostruiti. Domenica 25 ottobre alle ore 19 sale sul palco l’artista sonora e performer Céleste Gatier. Il suo lavoro “Can you lend me your breath?” esplora il respiro condiviso tra corpo e macchina. L’esibizione unisce il flauto traverso tradizionale giapponese shakuhachi, voce ed elaborazioni elettroniche. Nel concerto, anche i difetti e i cedimenti dei circuiti diventano parte integrante della composizione.

Novembre si apre sabato 7 alle ore 17 con il saxofonista Gianpaolo Antongirolami. Il suo concerto “Freedom” esplora le forme della libertà esecutiva tra rigore accademico e sperimentazione. Il repertorio comprende musiche di Bussotti, Vaggione, Braxton, Kourliandski e un’improvvisazione con Walter Prati. Alle ore 21 della stessa sera si esibisce il duo norvegese Soft As Snow con la performance “Layers”. Il loro set si basa su campionamento live, rumori lacerati, strutture ritmiche ed esplorazioni vocali. La voce poliedrica di Oda Starheim guida l’ascoltatore attraverso sonorità ruvide e melodia. L’opening act della serata serale è affidato al vinyl set a cura del Laboratorio Palestro.
La rassegna si conclude domenica 8 novembre alle ore 17,30 con il documentario sonoro “Brulla”. Il progetto, firmato da Francesco Giomi e Michela Atzeni in collaborazione con Tempo Reale, affronta la deforestazione in Sardegna. Il lavoro unisce la voce e i testi di Michela Atzeni agli scritti dell’antropologo Fiorenzo Caterini e di Grazia Deledda. La musica e l’elettronica dal vivo di Giomi interagiscono con i testi e con registrazioni ambientali sul campo. L’azione sonora intende restituire una memoria storica complessa e sensibilizzare il pubblico sul tema. Con questa proposta sfaccettata, Parade Électronique conferma la sua natura di cantiere di ricerca sonora. Un percorso lungo più di un mese che invita il pubblico a praticare un ascolto dinamico, libero e curioso.


